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relazione del collegio dei revisori dei conti in pdf] [Scarica
qui la relazione del presidente in formato pdf] |
Prima Assemblea dei soci
Parrocchia di S. Alessandro - Riva del Garda
9 giugno 2007
Relazione del
Presidente
Cari amici, soci e simpatizzanti,
oggi è un passo importante per la nostra associazione, questa è infatti la prima assemblea dei soci da quando l’associazione è stata fondata, il primo momento in cui con tutti gli aderenti possiamo fare il punto della situazione e valutare le motivazioni, le aspettative e condividere i sogni e le speranze future.
Permettetemi, a questo punto iniziale, ringraziare di cuore colui che è stato il primo presidente nonché uno dei fondatori di questo nostro sodalizio, Vito Furletti, che si è speso per oltre un anno nell’organizzare, avviare e diffondere questa nostra iniziativa e che, dopo la fatica iniziale e per dare un ulteriore slancio a questa creatura oltre che rispettare per prima cosa se stesso, ha voluto lasciare spazio ad altri. Ringrazio anche di cuore gli altri compagni di viaggio nonché membri del consiglio direttivo, Giancarlo Piccoli, Marco Cereghini, Nando Bionda, Tarcisio Bertarelli, Francesco Vivaldelli, Carla Zanchetta, Mario Daves e Paolo Pedrotti, revisore dei conti, per l’impegno ed il lavoro svolto in questo anno e mezzo di attività che mi accingo ad illustrarvi.
1) L’associazione
L’Associazione Volontariato Internazionale Trentino ha visto la luce il 24 luglio del 2005, proprio qui in questa sede, dalla volontà dei sette soci fondatori che attualmente formano il consiglio direttivo. Scopo dell’associazione, voglio ricordare, è quello di perseguire la promozione e lo sviluppo umano, sociale ed economico, delle popolazioni in via di sviluppo, in special modo quelle africane e, fra queste, una particolare attenzione a quella della Tanzania, Paese che i soci fondatori hanno avuto la fortuna di conoscere in presa diretta. Infine, sempre in questa sede, sabato 8 ottobre 2005 ci siamo presentati pubblicamente.. Da allora il consiglio direttivo si è riunito una dozzina di volte, mediamente una volta ogni due mesi sviluppando diverse fronti di azione: quello istituzionale, quello promozionale e quello progettuale.
2) Le attività istituzionali
Oggi, grazie ad una azione promozionale svolta in prima persona da Vito, siamo 43 soci. Abbiamo provveduto ad espletare tutte le pratiche amministrative che ci hanno permessi di essere iscritti dal maggio 2006 all’Albo provinciale delle organizzazioni di volontariato. siamo diventati Onlus e abbiamo inoltre provveduto ad accreditarci presso la Provincia di Trento e la Regione Trentino Alto Adige per la presentazione di progetti di cooperazione allo sviluppo. Il bilancio economico dell’attività condotta sarà poi illustrato dal presidente del collegio dei revisori dei conti Paolo Pedrotti. Qui mi soffermerò brevemente ad illustrare il bilancio operativo e di attività partendo dalle attività di promozione dell’associazione.
3) Le iniziative di promozione
Diverse sono state le attività di promozione e di sensibilizzazione realizzate. Segnalo in particolare quelle svolte sempre da Vito con le scuole di Riva e l’Università della Terza Età, nonché l’organizzazione lo scorso ottobre del concerto con musiche e canti africani e sudamericani “Disordine Sparso” presso il Teatro don Bosco di Tenno.
Importante è stato anche l’attività di accreditamento presso gli enti pubblici locali, in particolare di Riva e di Arco, nonché il consolidamento del rapporto con associazioni simili alla nostra impegnate nel fronte della cooperazione allo sviluppo. Menziono in particolare l’incontro di conoscenza e di collaborazione fatto in diversi momenti con l’associazione “Gruppo Insieme si può… Onlus”, ong che ha sede a Belluno e che ci ha aiutato nell’intervento di emergenza fatto in Tanzania in occasione della carestia che l’ha colpita lo scorso anno.
Ma la rete di collaborazione si è sviluppata anche in Tanzania, grazie in particolare ai viaggi condotti da Marco Cereghini e da Giancarlo Piccoli, che hanno permesso la valutazione sul campo dei bisogni e la tessitura delle relazioni con autorità pubbliche, della società civile e della chiesa tanzaniana per la stesura e l’elaborazione dei progetti che diremo poi.
4) Le iniziative realizzate
In merito alle attività di cooperazione portate avanti con le popolazioni del Tanzania, due sono quelle realizzate in questo anno e mezzo: il sostegno all’asilo di Kibiti e l’intervento a fronte della carestia del 2006 di cui abbiamo prima accennato.
1) Il progetto “Asilo Kibiti – Tanzania”. Questo progetto riguarda il sostegno ad un asilo delle suore della Consolata a Kibiti, nella regione di Iringa. Obiettivo specifico è stato quello di sostenere i costi del personale di questo asilo attraverso un sostengo economico pari a 3.800 euro l’anno per tre anni (2005, 2006 e 2007). Questo asilo è operativo in zona dal 2003 e assiste tra i sessanta e gli ottantina bambini fra i 3 ed i 6 anni. Questo contributo economico è stato sostenuto dalla nostra associazione sia attraverso la raccolta di fondi ad hoc (ad esempio con il concerto dell’ottobre scorso,) nonché attraverso il coinvolgimento e l’impegno diretto della parrocchia di S. Alessandro nonché della scuola materna di Riva del Garda che ha garantito un contributo di tremila euro anche per il 2007. Nell’estate del 2006 il nostro socio e consigliere Marco Cereghini si è recato di persona a Kibiti e oltre a consegnare direttamente alle suore della Consolata il contributo dell’associazione, ha potuto visitare nuovamente la realtà, dopo la conoscenza fatta nel 2003 da Vito, riportando a casa una valutazione complessiva del progetto. Questo progetto, secondo noi presenta, alcune criticità collegate soprattutto alla necessità di non creare una dipendenza dei locali ai sostegni provenienti dall’estero e, in secondo luogo, stiamo in queste settimane valutando se continuare o meno con questa forma di aiuto o cambiare modalità, anche considerando i costi relativi tenuto conto che il numero dei bambini che usufruiscono di questa scuola, con riferimento alla realtà che normalmente presenta la Tanzania, è oggettivamente piuttosto modesto.
2) Tra la fine del 2005 e l’inizio del 2006 la Tanzania, al pari di altri paesi dell’Africa subsahariana orientale, è stata interessata da una devastante siccità che le Nazioni Uniti hanno definito “senza precedenti”. Un po’ ovunque, la perdita dei raccolti e delle mandrie ha causato carestia e fame. E questo, naturalmente, nel silenzio e nell’indifferenza di tutto il mondo occidentale. Questa situazione, testimoniata direttamente da Marco Cereghini e Giancarlo Piccoli nei loro viaggi fatti a cavallo del 2005 e del 2006, ci hanno fatto ipotizzare un intervento di emergenza volto a portare almeno un po’ di aiuti a quelle realtà, comunità, missioni ed istituti da noi conosciuti. Dopo aver sondato la possibilità di avere un contributo da parte della Provincia o dalla Regione, non possibile visto il poco tempo di vita che la nostra associazione aveva e che quindi, per legge, non era legittimata a presentare istanza (occorre avere almeno un anno di attività alle spalle, noi avevamo poco più di sette mesi), abbiamo pensato fosse opportuno rivolgersi all’Associazione “Gruppi Insieme si può… Onlus” di Belluno, che diversi del consiglio direttivo conoscevano da anni. Questa associazione, per la sua modalità operativa, la sua storia più che ventennale nonché per la tipologia di intervento che privilegia il sostegno a distanza, aveva collaborato con diversi di noi in vari progetti negli anni passati. Dopo un paio di incontri, l’associazione bellunese è intervenuta nel progetto di emergenza attraverso un contributo a fondo perduto di 10 mila euro che Marco Cereghini, nell’estate scorsa, ha provveduto a convertire localmente in circa 6 tonnellate di mais. Questo mais è stato portato e consegnato direttamente da Marco ai referenti locali di cinque villaggi: Mkoka, Hombolo, Kigwe, Loolera e Rudy. Come sopra accennato, abbiamo ritenuto opportuno privilegiare quelle realtà, dispensari, missioni, istituti per malati di aids ed orfanotrofi da noi conosciuti e che abbiamo valutato essere più deboli in queste situazioni di carestia.
4) Il futuro: il progetto dell’ostello di Rudy
Appena costituiti, il nostro socio fondatore Tarcisio Bertarelli poneva all’attenzione del consiglio direttivo l’istanza che gli veniva avanzata dal parroco e dalla comunità del villaggio di Rudy, provincia di Mpwapwa, nella regione di Dodoma. Villaggio noto a Tarcisio in quanto ha vissuto per diversi anni in quella regione.
Rudi si trova nel centro-sud della Tanzania, su un altopiano a circa 1.100 mt. s.l.m. ed ha una popolazione di circa 3.000 abitanti, è sede del Comune, di un Dispensario Sanitario, delle Scuole Primarie e Secondarie, della Parrocchia Cattolica, di un Centro mulini per la conservazione dei cereali, di un pozzo per l’acqua potabile, d’alcuni negozi per l’acquisto di generi di prima necessità.
Intorno a Rudi, in un raggio di circa 30 km., ci sono le Comunità dei villaggi di Chilendu, Mtamba, Iramba, Singonhali, Winza, Makose, Chinyika e Chinyanghuku, con circa, complessivamente, 25.000 abitanti, alcuni hanno la Scuola Primaria, e gravitano su Rudi per ogni necessità logistica e, soprattutto, per la presenza della Scuola Secondaria ove possono proseguire gli studi i ragazzi, e le ragazze, della zona.
Gli studenti che frequentano la Scuola Secondaria e provengono dai Villaggi circostanti, non possono rientrare a casa la sera; hanno la necessità di trovare un alloggio nelle vicinanze di Rudi. Per i ragazzi questa necessità non costituisce un grave problema mentre diventa importante per le ragazze. Gli alloggi, spesso, non offrono la necessaria sicurezza e molte ragazze “cadono” nel giro dell’alcool o, peggio, della prostituzione con gravissime conseguenze. La costruzione di un Ostello femminile offrirebbe, a tante ragazze, la possibilità di usufruire di una struttura adeguatamente “protetta”, coordinata e gestita da personale idoneo e qualificato.
Dopo diversi approfondimenti epistolari e per telefono con i referenti locali il consiglio direttivo nella scorsa estate ha deliberato di procedere nell’elaborazione di un progetto di fattibilità dell’ostello da presentare alla Provincia di Trento entro la scadenza del bando per i progetti di cooperazione prevista entro la metà di ottobre. Tra luglio ed agosto 2006 Nando Bionda e Giancarlo Piccoli si sono occupati dell’elaborazione progettuale mentre ad agosto 2006 Marco Cereghini si è recato di persona a Rudy per approfondire le necessità di quella comunità e allacciare relazioni con le autorità locali nonché ottenere le relative autorizzazioni e manifestazioni di interesse. Il progetto e la relativa documentazione dei partner locali (l’assessorato provinciale all’istruzione di Mpwapwa e la Scuola Secondaria di
Rudy) è stata consegnata alla Provincia entro i termini previsti dalla legge. Il progetto prevede la costruzione dell’ostello nell’arco di due anni con una spesa prevista di circa 219 mila euro di cui 135 mila a carico della Provincia ed il restante ripartito fra la controparte locale (attraverso l’apporto di materiale in natura quale legna, mattoni o lo stesso lavoro) e la nostra associazione (anche sotto forma di contributo in natura – lavoro – dei nostri volontari).
Il progetto è stato approvato dalla Provincia con proprio atto nell’aprile scorso ma in graduatoria si trova al secondo posto dei progetti non finanziati. Questo significa che, se la legge sarà rifinanziata entro la fine dell’anno ci sono buone probabilità che il progetto abbia il contributo richiesto altrimenti è quasi certo che sarà finanziato nel 2008.
5) la collaborazione con Insieme si può… di Belluno
Un altro progetto presentato sia alla Regione che alla Provincia è stato, nel marzo scorso, un progetto di emergenza per la popolazione del Karamoja in Uganda che abbiamo presentato su richiesta della sopra citata associazione “Insieme si può…Onlus” di Belluno. Si tratta di un progetto volto a portare cibo alle popolazioni coinvolte nella guerra civile del Nord Uganda e che vede migliaia di profughi stipati in campi profughi senza scorte alimentari né acqua potabile. Il progetto, dal valore di 98 mila euro, è nella sua forma minima in fase di realizzazione con fondi propri dell’associazione bellunese che, viste le disponibilità economiche della Regione e della Provincia di Trento, ci ha chiesto di farci tramite per la domanda di contributo. In merito la Provincia ha già risposto negativamente per il contributo anche se il progetto è stato apprezzato (i fondi sono accantonati non si sa per quale possibile emergenza che dovrebbe accadere… mentre in Uganda muoiono di fame! Ma ci hanno detto che forse, presentando la domanda a fine anno… mah!!!). Non abbiamo risposte invece dalla Regione in quanto la commissione competente non si è ancora riunita.
Grazie
Gianni De Marchi
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Fotocronata

Nell'ordine, da destra,
Gianni De Marchi, Tarcisio Bertarelli e Nando Bionda

Alcuni dei soci
intervenuti

L'ingresso della scuola superiore di Rudi (Tanzani)

Foto di gruppo degli studenti della scuola superiore di Rudi (Tanzania)

Una delle classi della scuola superiore di Rudi (Tanzania)

Una scuola in Uganda -
Foto Insieme si può... Belluno

Distribuzione di cibo in Karamoja (Uganda) - Foto Insieme si può...
Belluno
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